
Seguono le testimonianze di partecipazione ecclesiastica circa l'ufologia. Gli spezzoni sono tratti dal libro "UFO, i dossier del Vaticano" di Alfredo Lissoni, M.I.R. edizioni, uscito a marzo 2002.
Il sondaggio Alexander
L'8 marzo 1994, negli Stati Uniti, la studiosa Victoria Alexander realizzò un sondaggio per conto della Fondazione Bigelow, per conoscere quale fosse l'opinione dei rappresentanti delle comunità cattoliche, protestanti ed ebraiche americane circa l'impatto che l'esistenza accertata di una o più civiltà extraterrestri superiori avrebbe potuto avere sulla dottrina e la fede delle rispettive congregazioni religiose. Furono spediti mille formulari ad altrettanti enti religiosi americani scelti con criterio pseudocasuale; cinquecentosessantatre a chiese protestanti, trecentonovantasei a chiese cattoliche e quarantuno a sinagoghe. Furono restituiti (compilati) duecentotrenta questionari: centotrentaquattro da chiese protestanti, ottantasei da chiese cattoliche e dieci da sinagoghe. Ciò equivalse ad un 23% di risposte: statisticamente si trattava di un grosso successo. Il questionario comprendeva undici quesiti formulati in modo da evitare ogni rischio di suggerimento delle risposte. Al quesito "La conferma ufficiale della scoperta di una civiltà extraterrestre tecnologicamente superiore avrebbe gravi effetti negativi sui fondamenti morali, sociali e religiosi degli Stati Uniti?", la schiacciante maggioranza dei rispondenti (77%) dichiarò di dissentire da un'ipotesi del genere (in evidente contraddizione con le speculazioni della letteratura ufologica, che da sempre ritiene che tutti i credo del pianeta scomparirebbero all'istante). Secondo quesito: "La mia congregazione religiosa percepirebbe come una minaccia l'eventuale contatto con una civiltà extraterrestre tecnologicamente avanzata". La maggioranza dei rispondenti (67%) negava che un eventuale contatto alieno avrebbe costituito una minaccia (senza peraltro specificare ciò che dovesse essersi inteso per minaccia), il 16% si dichiarava indeciso, il 15% consenziente. Terzo quesito: "La scoperta di un'altra civiltà intelligente determinerebbe la messa in discussione dei concetti fondamentali che la mia congregazione religiosa ha sulle origini della vita". Il quesito sollevava il problema della unicità della condizione umana nell'universo, ovvero del principio che l'uomo rappresentasse il vertice dell'evoluzione: l'esistenza di altri esseri evoluti poteva incrinare la dottrina secondo cui Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza. Ciò premesso, non sorprenderà che la stragrande maggioranza dei rispondenti, l'82%, abbia dichiarato di essere in forte disaccordo. Quarto quesito: "Se esiste una civiltà evoluta altrove nell'universo, essa non può non professare i dogmi fondamentali della religione". Il 70% era fortemente d'accordo. Quinto quesito: "Le affinità genetiche tra l'umanità e una civiltà extraterrestre avanzata metterebbero in discussione gli attuali concetti religiosi sulla posizione dell'uomo nell'universo". La grande maggioranza dei teologi (77%) era nettamente contraria, e solo il 2% si era dichiarato favorevole, il 14% era indeciso. Sesto quesito: "Se una civiltà extraterrestre evoluta avesse credenze religiose profondamente diverse dalle nostre, ciò influirebbe in modo negativo sulle attuali religioni terrestri". In altre parole, sarebbe possibile che la gente abbandonasse la propria religione per convertirsi a quella di esseri più evoluti? Secondo certi ufologi (come Whitley Strieber ed il pastore presbiteriano ed ufologo Barry Downing), ciò sarebbe altamente probabile. Contraddittoriamente la pensavano i teologi, che in maggioranza (70%) espressero un forte dissenso (solo il 13% si dichiarava favorevole). Settimo quesito: "E' probabile che la conferma scientifica del contatto con una civiltà aliena avanzata avvenga nel corso dell'attuale generazione". Qui i pareri furono più articolati. Il 47% dissentiva, il 30% non si pronunciava. Ottavo quesito: "E' poco probabile che un contatto con una civiltà extraterrestre evoluta sia già avvenuto o stia avvenendo oggi". La domanda si proponeva di sondare il livello delle conoscenze ufologiche dei rispondenti. Dai risultati emerse che, nonostante la gran quantità di avvistamenti UFO e il moltiplicarsi di rapimenti alieni, i teologi non erano abbastanza informati in proposito da essere in grado di pronunciarsi con cognizione di causa: il 59% rispondeva di concordare con l'enunciato, il 12% dissentiva, il 29% non sapeva cosa dire. Nono quesito: "Nel caso che una civiltà extraterrestre avanzata in contatto con noi non professasse alcuna religione, ciò metterebbe in forse la fede religiosa della mia congregazione". La risposta fu pressoché plebiscitaria: no, la fede attuale resterebbe immutata. Tuttavia, questo risultato sembrò rappresentare più una presunzione teologica che una convinzione realmente diffusa. Lo si può dedurre ad esempio da alcuni rapporti pubblicati sul tema dalla Brookings Institution per la NASA, che asserivano: << La posizione delle maggiori congregazioni religiose americane, delle sette cristiane e delle religioni occidentali di fronte alla vita extraterrestre merita un chiarimento. Per le sette fondamentaliste, che stanno prolificando nel mondo, la scoperta di un'altra vita avrebbe un effetto elettrizzante. E dato che le principali di queste sette hanno diffusione internazionale e talora costituiscono un'importante fonte di notizie e di materiale mediale, sarebbe opportuno condurre degli studi nell'ambito delle loro sedi, chiese e missioni a proposito della vita extraterrestre. Inoltre, considerando l'eco internazionale che si produrrebbe con la scoperta di una vita aliena, sarebbe molto importante tener conto delle altre religioni. Se fosse scoperta una superintelligenza, i risultati della notizia sarebbero del tutto imprevedibili. >> Decimo quesito: "Se una civiltà extraterrestre avanzata dichiarasse di essere responsabile della genesi della vita umana sulla Terra, ciò provocherebbe la crisi delle religioni". Il 54% non era d'accordo. Undicesimo quesito: "Ritengo che le risposte date alle precedenti domande rispecchino l'opinione della mia congregazione religiosa". Il 69% dei teologi rispose affermativamente. Altri fornirono due risposte specificando quale fosse l'opinione personale e quale quella della congregazione. Non c'era dubbio, comunque, che la maggioranza dei rispondenti avesse considerato il proprio parere condiviso dall'intera comunità di appartenenza. Ma l'apparente sicurezza dei teologi americani sul sondaggio Alexander è opinabile: qualora l'evento dovesse verificarsi effettivamente, molti poteri vacillerebbero, e ben sapendolo, i capi delle Chiese forse si comporterebbero realmente come supposto dal reverendo Downing, che disse: << Se i nostri governanti informassero segretamente le autorità religiose circa la reale origine extraterrestre degli UFO e chiedessero alle stesse autorità cosa fare, cioè se annunciarlo o tacere, io sono certo che la maggioranza del clero risponderebbe "state zitti". >>
Parla padre Alfano
Sul mistero degli UFO le autorità ecclesiastiche si pronunziarono già nel 1950 (e nel 1957 padre Ulderico Magni tenne una conferenza negli Stati Uniti avendo parlato di UFO e vita extraterrestre ad una platea di militari). Il giornale napoletano Il mattino dell'1 aprile 1950, commentando alcuni avvistamenti occorsi sul capoluogo, uno dei quali notato anche dall'astronomo Salvatore Aurino, intervistò padre Giovanni Battista Alfano. << Il maestro, ... >> riferì il quotidiano di Napoli << ... che oggi conta settantadue anni in pieno rigoglio di mente e di corpo, ci disse che i dischi volanti potevano essere un ritrovato scientifico in via di sperimentazione da potersi usare in guerra come mezzo di distruzione. Aggiunse anche che, in molti casi, poteva trattarsi anche di un fenomeno ottico. Ma niente marziani ed assolutamente mai pensare ai marziani. >> Con una buona dose di simpatica ingenuità, già superata dalle moderne esplorazioni astronautiche, il prelato riferì al quotidiano: << Marte dista dalla Terra molti milioni di chilometri. Per raggiungere la Terra da Marte ci vorrebbe una velocità straordinaria. Si dovrebbe, innanzitutto, poter attraversare la zona che si trova tra i due pianeti e che si chiama appunto interplanetaria: in tale zona la temperatura è di trecentosettantatre gradi sotto zero, ed ivi il ferro si sgretola, tutti i corpi diventano fragili, il metallo più duro si annulla. Figurarsi il corpo umano: si polverizzerebbe, addirittura. >> Concluse il cronista: << Allora niente da pensare ad esseri umani provenienti da Marte. Fin qui le delucidazioni del Padre Alfano. Si tratta di gentili ritrovati, allora, che l'umanità stessa si diverte ad esperimentare affinché, al momento opportuno, li possa usare per autodistruggersi. Da qui si vede che sono sempre e solo gli uomini i più potenti distruttori e disgregatori dell'umanità, superando i terremoti, le epidemie e le altre calamità del genere. Che Iddio ce la mandi buona! >>
Monsignor Corrado Balducci: E.T. nostro fratello
Intervistato nel 1986 dal giornalista Mediaset (allora Fininvest) Giorgio Medail, mons. Corrado Balducci affermò: << Fra la natura degli angeli, molto spirituale, e quella terrena possono esistere delle creature superiori all'uomo ma inferiori agli angeli. >> Dell'esistenza extraterrestre si definì convinto anche durante un'intervista fattagli in America dal celebre rapito e contattista Whitley Strieber (quest'ultimo inserì le dichiarazioni del monsignore in un suo libro sugli UFO, la stampa internazionale equivocò poi la notizia, avendo asserito che padre Balducci stava per scrivere un libro sull'argomento); ancora, il monsignore ribadì le proprie convinzioni durante uno speciale TG1 andato in onda qualche anno fa, dichiarando: << Non si può più negare l'esistenza degli UFO: le prove sono troppe. >> Balducci riconfermò tale tesi ad un congresso di parapsicologia tenutosi nel marzo del 1999 a Riccione (ed anche a S. Marino, nel maggio dello stesso anno) dichiarando: << Dopo le numerosissime e crescenti testimonianze circa i cosiddetti dischi volanti e gli extraterrestri, si può e si deve ragionevolmente affermare che qualcosa di vero esiste. Anche se la stragrande maggioranza dei casi trova una spiegazione in varie considerazioni e fenomeni, tutto ciò appare inadeguato a esaurire la totalità delle testimonianze. La critica più severa e rigorosa potrà ridurre di molto il numero degli episodi ma mai eliminarli tutti. Una posizione di scetticismo integrale già di per sé appare contraria a quella elementare prudenza suggerita dal buon senso. Di più, un'incredulità totale urta con la stessa ragionevolezza, poiché finisce per indebolire e distruggere il valore della testimonianza umana che è alla base della vita non solo individuale e sociale, ma anche religiosa: infatti, pure la religione cristiana si basa sulla testimonianza umana essendo la rivelazione divina un fatto storico. Per quanto concerne gli extraterrestri, è da escludersi la presenza di angeli, diavoli, defunti o della Madonna stessa. Si tratta di esseri composti come noi da una parte materiale, un corpo e una parte spirituale, l'anima. Il problema ufologico, pertanto, apre la via a quello dell'abitabilità di altri pianeti. Scientificamente non esiste ancora una certezza in proposito. Comunque, dal punto di vista religioso l'ipotesi è anzitutto possibile, dal momento che a Dio nulla è impossibile. In più, essa è verosimile poiché troppo grande è la differenza tra noi, che penso all'infimo grado di unione tra l'anima e un corpo il quale, con tutte le sue manchevolezze, la condiziona come strumento indispensabile nell'agire, e l'angelo che è solo spirito. Per cui, anche in forza del principio "natura non facit saltus", riesce molto verosimile l'esistenza di esseri nei quali la parte spirituale sia meno legata al corpo. Che vi siano altri mondi abitati non contrasta minimamente la sacra scrittura, dove Cristo appare il centro e il capo della creazione dell'universo e, in quanto verbo incarnato, esercita il suo influsso su tutti i possibili pianeti abitati. A favore poi dell'abitabilità di altri mondi, esistono varie testimonianze non solo di scienziati, ma di teologi e persone morte in concetto di santità e per le quali è anche iniziato il processo di canonizzazione. >>
Gli extraterrestri di Padre Coda
Nell’ottobre del 1995 il teologo don Piero Coda, su richiesta del SIR (l'agenzia promossa dalla Conferenza Episcopale), rispose ad una serie di quesiti relativi alla possibile esistenza di creature alieni. << Anche gli extraterrestri, se esistono, sono creature di Dio e, per la solidarietà che coinvolge tutta la creazione, rientrerebbero anche loro nel riscatto dal peccato originale. Sul piano teologico, quindi, nessuna differenza con gli umani, né uno shock di fronte ad una eventuale conferma dell'esistenza di esseri intelligenti extraterrestri, casomai sorpresa e impreparazione di fronte ad una notizia che comporterebbe una novità nel nostro modo normale di concepire il mondo e il rapporto con la creazione. >> dichiarò il teologo << Una notizia di questo genere non comporterebbe una difficoltà sostanziale per la fede cristiana perché il centro della fede è che Gesù è il figlio di Dio, fatto uomo, per mezzo di cui ed in vista di cui tutto è stato creato. Quindi, ogni realtà creata, ogni realtà intelligente e libera che si trovi nell'universo ha sempre un riferimento fondamentale e radicale con la creazione da parte di Dio e anche con l'evento di salvezza che si realizza in Cristo. Nessun pericolo, quindi: anzi, l'esistenza di extraterrestri potrebbe essere un arricchimento, così come in passato è avvenuto quando la cultura europea è entrata in contatto con mondi che prima erano assolutamente sconosciuti. >> Sulla questione del peccato originale, il sacerdote aveva le idee assai chiare: << Il fatto che ci siano altrove nell'universo esseri intelligenti e liberi, per la solidarietà che c'è in tutta la creazione comporta che vi sia una necessità di salvezza per tutti. >> Curiosamente proprio il SIR, nella stessa data, pubblicò la ricerca GRIS, riportando frasi di Pino Lucà Trombetta, il docente universitario bolognese che assieme a Giuseppe Ferrari del GRIS condusse l'indagine: << E' indubbio che queste credenze, che non hanno alcun fondamento nelle scienze fisiche e naturali, arrivino a mischiare in qualche modo il mondo immanente con quello trascendente e a generare una caduta di capacità critica >> affermò lo studioso.
Gli alieni secondo padre Funes
A parlare era padre
José Luis Funes, che
stupì le folle con una scottante affermazione: << Gli extraterrestri esistono e
sono nostri fratelli >> raccontò al giornalista scientifico
Franco Foresta Martin (per il
Corriere della sera del
13 giugno 2000). Padre Funes, un gesuita
argentino all'epoca di trentasei anni, è un personaggio di grande rilievo: non ha
soltanto due lauree (una in astrofisica ed una in teologia), ma è anche noto per avere
osservato e fotografato (assieme a
Michele Cappellari) le galassie
S0-Sa nel
maggio del 1999, e soprattutto è stretto collaboratore di padre
Coyne, il gesuita
che segue il progetto
SETI per conto del Vaticano. Funes fa parte del
VATT (Vatican
Advanced Technology Telescope), la sezione del
Gruppo di Ricerca
dell'Osservatorio Vaticano, di stanza a Tucson,
Arizona, nell'ambito del progetto
Stargate. Del progetto fanno parte i gesuiti
Richard Goyle,
scienziato, e Chris Corbally, vicedirettore del Gruppo. Funes ha pubblicato uno
studio basilare su dischi galattici e galassie a disco (tema del convegno
organizzato a Roma dalla Specola Vaticana nella Pontificia Università Gregoriana
dal 12 al 16 giugno assieme a padre George V. Coyne,
Enrico Corsini e
Francesco Bertola dell'Università di Padova, maestro di padre Funes).
<< In una tipica
galassia, un ammasso di cento miliardi di stelle, ci potrebbero essere
moltitudini di pianeti gemelli della Terra, con esseri viventi come noi. >>
dichiarò il giovane gesuita al Corriere della sera, esprimendo sì
opinioni personali, ma pesanti come macigni. << Se, come io credo, essi esistessero,
potrebbero essere considerati fratelli della creazione. Io penso che negli altri
pianeti del sistema solare esistano solo forme molto primitive, come batteri o
virus: le civiltà evolute sono lontane, per ora invisibili e irraggiungibili
come gli angeli, anche essi fratelli della creazione. >>
Gli UFO di padre Grasso
Il 3 maggio 1981 il teologo padre Domenico Grasso, assai possibilista sulla vita aliena, rispose sulle colonne di Famiglia Cristiana ad una lettrice che scrisse: << Guardando una serie di film di fantascienza, trasmessi da Telenova (emittente lombarda) e leggendo qua e là sulla possibilità di vita di extraterrestri e UFO, mi sono posta un problema. Non sarà d'interesse scottante come la scala mobile, la peste bubbonica di questi scioperi continui, le elemosine di Sindona ai politici, ma penso che non sia peccato parlarne e gli ufologi mi ringrazieranno. Dunque, leggiamo nella Bibbia che Dio si è dato tanto da fare creando l'uomo e poi guidando il ricalcitrante popolo d'Israele. Infine ha mandato addirittura suo figlio, Gesù, per salvare gli uomini. Tutto bene. Ma queste sono ancora e solo faccende (buone o brutte) di noi terrestri. E se Dio avesse dovuto intervenire così in altri pianeti abitati da esseri liberi, magari pasticcioni come noi, Gesù si sarebbe fatto crocifiggere per salvare anche loro? >> Seguiva la firma, Dorien H. Rispose il sacerdote: << La comparsa degli UFO nel nostro cielo, supposto che non si tratti di fenomeni ottici, e le recenti scoperte delle sonde americane che fanno pensare alla possibilità di vita fuori dal nostro pianeta, pongono interrogativi anche ai teologi. Ma non si tratta di un fatto nuovo: già il cardinale Niccolò Cusano, parlava della possibilità che i corpi celesti fossero abitati, non vedendo in ciò nessuna difficoltà per la fede. Al tempo di Galileo, invece, alcuni teologi avversarono tali teorie. Nel secolo scorso motti studiosi non solo ammisero la singolare ipotesi della vita umana fuori della Terra, ma se ne fecero ardenti sostenitori. Padre Angelo Secchi, fondatore dell'Osservatorio del Collegio Romano, nel suo libro Il sole sostenne come estremamente probabile che le stelle fossero abitate, sembrandogli assurdo pensare che spazi così enormi fossero vuoti, senza cioè un'intelligenza capace di dar gloria al suo creatore. Oggi l'ipotesi non trova alcuna difficoltà nella teologia. Tuttavia, il lettore vede che essa implica dei problemi teologici non indifferenti, come quello della redenzione, e si chiede se quegli uomini ipotetici, nel caso avessero peccato, abbiano avuto bisogno che Cristo s'incarnasse nel loro mondo e morisse in croce, come ha fatto per noi. La domanda è giusta e tocca il nocciolo stesso del problema. In quale situazione cioè, rispetto a Dio, si trovano gli uomini degli altri mondi, sempre nell'ipotesi che esistano? Naturalmente la prima cosa da dire sarebbe che anch'essi sono stati creati da Dio, e creati in vista di Gesù Cristo, per il quale tutto è stato fatto, come dice S. Giovanni, o nel quale tutte le cose hanno consistenza, come si esprime S. Paolo. Ciò supposto, possiamo pensare che essi, a differenza dell'uomo della Terra, non abbiano mai peccato, e perciò non abbiano avuto bisogno della redenzione. Si tratterebbe di una situazione veramente felice, come sarebbe stata la nostra se non ci fosse stato il peccato originale. Ma si può anche pensare che abbiano peccato come noi e che Dio, per vie che noi non conosciamo, abbia loro applicato la redenzione operata da Cristo. Quale di queste possibilità si sia verificata, è impossibile accertarlo. Una cosa però è certa: un'anima religiosa accetterebbe volentieri un universo popolato da centinaia o migliaia di umanità, ognuna delle quali glorificherebbe Dio e Gesù Cristo alla sua propria maniera. Se un giorno ci dovessimo incontrare con civiltà extraterrestri, saremmo felici di unirci a loro in cieli nuovi e terre nuove. >>
Mario Matteucci: La specie cosmica
Già nel 1963 lo scrittore cattolico Mario Matteucci, nel libro didattico Specie cosmica, così si espresse a favore della vita extraterrestre: << Non sappiamo bene che funzione occupino gli altri pianeti, ma la nostra Terra, per esempio, oltre che lavorare con la propria massa per far passeggiare la Luna, fa in modo che i propri elementi ammettano e sviluppino la vita. Che nel cosmo esista solo questo tipo di vita e che la vita possa esistere solo a base di acqua, di aria e di altri ingredienti a noi familiari, è un'opinione nostra, perché nel nostro ambiente non ne è possibile un'altra. Ma potrebbero esistere esseri che non hanno bisogno di tali elementi e che ne utilizzino altri, pur non di meno arrivando ad uguale risultato di essere individui che nascono, provvedono da sé a mantenersi e a riprodursi, e muoiono. >>
Il club della galassia di Padre Nitti
Nell'autunno del 2001, la rivista Focus (solitamente scettica sugli UFO) pubblicò in uno special un'intervista a padre Tanzanella-Nitti. Riferì l'articolo: << Quali conseguenze filosofiche potrebbe avere la scoperta di altre forme di vita intelligente sulla religione più diffusa del pianeta, il cristianesimo? >> << La fede dell'uomo nell'essere una creatura di Dio, nell'essere stato redento da Cristo e nell'essere destinato a una vita di eterna comunione con Dio, non verrebbe contraddetta da un contatto con civiltà extraterrestri >> assicurò don Giuseppe Tanzanella-Nitti, docente di teologia alla Pontificia università della Santa Croce << D'altronde, la tradizione ebraica e cristiana sull'esistenza degli angeli ci mostra che il senso della creazione non si gioca tutto sul rapporto fra l'uomo e Dio, ma resta aperto su altre creature, le quali hanno una storia di salvezza distinta da quella del genere umano. >> << Ma la rivelazione del Signore sul monte Sinai vale anche per gli abitanti di altri pianeti? >> domandò Focus << Non conosciamo a priori i piani di Dio >> rispose Tanzanella-Nitti << Nel club della galassia potrebbe forse toccare ai terrestri il compito di parlare di un creatore. >>
Gli extraterrestri per monsignor Schianchi
Sempre più spesso, dalle gerarchie vaticane, si levano voci a favore dell'esistenza di vita aliena: la più sorprendente fra queste giunse a dichiarare che gli E.T. esistono e che sono senza peccato. La straordinaria affermazione fu di monsignor James Schianchi, docente di Morale all'Istituto di Scienze Religiose di Parma, che in diverse dichiarazioni pubbliche, non ultima una conferenza tenutasi a Parma il 23 aprile 1999 ed organizzata dal Centro Studi Galileo, ha dichiarato che << ... non c'è contrasto tra la dottrina cristiana e l'eventuale esistenza di intelligenze extraterrestri. Non possiamo certo precludere alla grandezza di Dio la possibilità di avere creato altri mondi e creature. Un atteggiamento di chiusura nei confronti di questa ipotesi sarebbe per lo meno provinciale: se pensiamo alle scritture, ma anche all'archeologia babilonese, abbiamo numerosi segni della possibile esistenza di intelligenze intermedie tra Dio e gli uomini. Nella Lettera ai Filippesi, S.Paolo parla di Gesù come signore di tutte le potenze del cielo e della terra. Signore, non redentore. E' quindi ipotizzabile che creature di Dio diverse dall'uomo non si siano macchiate del peccato di Adamo ed Eva. >>