
Gary McKinnon, uno tra gli hacker più noti al mondo, è stato recentemente accusato di aver infranto i più avanzati sistemi di sicurezza militari degli Stati Uniti con l'intento di prelevare preziose informazioni sugli UFO. Adesso rischia l'estradizione e il carcere.
L'oramai quarantenne
Gary McKinnon, conosciuto
anche come
Solo, è un celebre hacker
britannico accusato di aver violato i più complessi sistemi di sicurezza
informatici degli Stati Uniti. La sua fama si è estesa sino alle impenetrabili
porte della
NASA (National
Aeronautics and Space Administration),
forze armate, forze navali, aviazione, Pentagono e Dipartimento della Difesa
americani. Incriminato per aver causato danni di oltre settecentomila dollari,
verrà estradato negli Stati Uniti e lì processato per le sue aggressioni
informatiche. Principale motivazione dei suoi sabotaggi è un'insaziabile
passione per gli UFO e i segreti militari concernenti l'argomento
extraterrestre. Oltre a rischiare l'estradizione, accettata dal tribunale di Bow
Street a Londra e in attesa dell'ultima parola da parte del ministro degli
Interni
John Reid, Gary si trova in
procinto di essere condannato a
ben settant'anni di carcere. << Speravo nell'esistenza di esseri più avanzati
di noi che ci tengono d'occhio in maniera, speriamo, benevola. Ma tutti
sembravano più interessati a credere negli UFO anziché provarne l'esistenza
>>, ha affermato l'hacker britannico esplicando la sua iniziale motivazione che
l'ha spinto ha compiere un simile gesto. Tra i file più interessanti scoperti da
McKinnon spicca una lista di agenti denominati "non terrestri", appellativo che
lascia molto da pensare circa gli esperimenti dei servizi segreti americani in
ambito militare. Inoltre, assai interessanti gli archivi di scafi non
classificati e di numerosi trasferimenti flotta-flotta. Giacché era ormai
risaputo che le agenzie segrete americane e internazionali fossero propense a celare determinati elementi che potrebbero indubbiamente turbare
l'opinione pubblica, come giustificare l'ennesima presa di posizione della Casa
Bianca stabilente il materiale come un clamoroso falso? Se ciò fosse realmente
fittizio, come definire la condanna carceraria di McKinnon se non un metodo
semplice ed efficace per mettere tutto a tacere? Certo, il reato di intrusione
in sistemi governativi permane, ma è sufficiente per legittimare una tale
sanzione? E' bene ricordare che non si tratta del primo caso nella storia in cui
vengono divulgate le medesime informazioni per poi essere messe a tacere: un
esempio palese è il celebre
Robert
Scott Lazar, l'allora
trentenne che dichiarò di essere un fisico, di aver lavorato nel complesso di Nellis
e di avere una serie di rivelazioni da fare.
George
Knapp, giornalista
televisivo della
KLAS
di Las Vegas, intervistando Lazar acquisì delle informazioni davvero
sensazionali: senza mezzi termini, affermò che in
Area 51
si lavorava a velivoli a propulsione gravitazionale di origine aliena, e che
aveva subito accuse di spionaggio e minacce di morte; egli svolse le sue
attività tra il dicembre 1988 e l'aprile 1989 in una zona denominata
S-4,
circa sedici chilometri più a sud dell'Area 51 propriamente detta, presso il
laghetto di Papoose. Ebbene, la situazione si ripropone, probabilmente senza
tutto quello scalpore di tanti anni fa, e coincidentemente si nota la stessa
reazione da parte del governo americano, ovverosia quella timorosa necessità di
seppellire tutto, di velare col silenzio le eventuali testimonianze che
potrebbero logorare innanzitutto la reputazione governativa del paese in
questione, ma anche turbare gravemente l'intera popolazione mondiale. Se McKinnon dovesse essere estradato negli Stati Uniti, non solo sarà costretto a
rispondere delle sue azioni in galera, ma potrebbe anche farsi carico di
sanzioni multimilionarie, tutto questo per aver reso pubbliche informazioni di
primaria importanza e interesse nei confronti dell'intera comunità. D'altronde,
molti altri pirati informatici in passato hanno dichiarato di aver ottenuto
preziose informazioni di carattere ufologico: l'unica differenza che
contraddistingue la pena dell'hacker britannico dagli altri sparsi per il mondo
è che il primo ha avuto il coraggio di divulgarle pubblicamente. Che siano
attendibili o inverosimili le attestazioni della Casa Bianca, resta comunque una
domanda che dovremmo porci ogniqualvolta si propongono simili eventi: perché
questa preoccupazione di mettere sempre tutto a tacere? La storia ci insegna a
riflettere.