
Nell'aprile del
1989 la quarantacinquenne Linda
Cortile, residente a Manhattan, New
York, iniziò una serie di sedute di ipnosi regressiva eseguite dal ricercatore
Budd Hopkins.
Il motivo di questa sua decisione era il sospetto di essere stata vittima di un rapimento
alieno in gioventù, all'età di vent'anni. Il 30 novembre dello stesso anno, la signora
Cortile riferì ad Hopkins di essere stata nuovamente rapita, all'incirca alle 3:15 del
mattino. La donna serbava solo ricordi consci molto frammentari di quanto poteva essere
avvenuto. Quella notte andò a letto tardissimo, verso le 3:00, e quasi subito ebbe la sensazione di una paralisi progressiva, che partiva dai piedi e le saliva lungo il corpo: dalle sue precedenti esperienze sapeva che quello era il preludio ad un rapimento da parte di alieni. Cercò di svegliare suo marito, ma senza riuscirvi e si accorse solo allora che una creatura grigia era apparsa nella stanza. Cercò di colpirla con un cuscino, ma era totalmente paralizzata e la sua mente si svuotò, sebbene le fosse rimasto in seguito un vago ricordo di qualcuno che le palpava la colonna vertebrale. A parte questo, la sua memoria era stata cancellata, fino al momento in cui si ritrovò nel suo letto, qualche ora dopo. Sotto ipnosi, la signora Cortile
ripercorse quelle ore e dal suo subconscio emerse il ricordo di tre o quattro creature aliene che entravano nella sua stanza, la facevano
"levitare" attraverso la finestra chiusa del suo appartamento (al dodicesimo piano di un
palazzo dell'East Side) e poi "entrare" in un fascio di luce blu. Quindi fu introdotta all'interno di un veicolo che stava sospeso a mezz'aria al di sopra del palazzo, sottoposta ad un esame medico e successivamente riportata indietro e lasciata cadere sul
letto; neppure questo brusco ritorno fece uscire il marito dal suo profondo torpore. Linda ebbe paura. Temendo che quegli esseri avessero fatto del male ai suoi cari, prese uno specchio e lo accostò al naso del marito e dei suoi figli: respiravano bene, tutto tranquillo. Il problema riguardava solo lei. Circa
quindici mesi dopo, nel febbraio 1991, Hopkins ricevette una lettera di due uomini che dichiaravano di essere ufficiali di polizia.
Affermarono di aver assistito al rapimento della signora Cortile da una macchina parcheggiata sotto la FDR
Drive, la superstrada che costeggia il fiume Hudson, solo a pochi isolati di distanza dalla sua casa. Secondo le loro dichiarazioni, la donna
levitò "come un angelo" in aria ed entrò in un UFO, che era grande quanto tre quarti la larghezza del
palazzo. Quindi l'UFO guadagnò altezza, sorvolò la FDR Drive e si tuffò nell'East River, non lontano da ponte di Brooklyn. I due
dissero di aver preso in considerazione l'idea di controllare l'isolato per cercare la donna e verificare se ciò a cui
assisterono fosse o meno reale. Furono particolarmente interessati a sapere se le vittime
fossero vive e stessero bene; per questo rimasero ad aspettare per
quarantacinque minuti, ma non videro l'UFO riemergere dal fiume. I due ufficiali si
firmarono come Richard e
Dan. Hopkins avvertì la signora Cortile che avrebbe potuto essere contattata da queste due persone ed infatti, alcune settimane dopo, la donna riferì che Richard e Dan
andarono a trovarla e che apparvero visibilmente rallegrati dal fatto che fosse in buona salute.
Rifiutarono di parlare direttamente con Hopkins per paura della pubblicità, ma
accettarono di prendere contatto con lui. Poco tempo dopo, Hopkins ricevette altre lettere, alcuni disegni dell'evento ed una testimonianza registrata su nastro da uno dei due ufficiali. L'uomo
spiegò che non avevano potuto incontrarlo, data la delicatezza delle proprie mansioni, e che sia lui che il collega erano in realtà agenti
dei servizi segreti. La notte del rapimento portarono un importante uomo politico delle Nazioni Unite ad un eliporto dopo una riunione. All'improvviso,
inesplicabilmente, la limousine si fermò per un'avaria. La spinsero in un posto sicuro, ad un paio di isolati di distanza dalla casa della signora Cortile, pertanto anche la personalità politica coinvolta
assisté a tutta la scena. Hopkins concluse che gli alieni autori del rapimento della Cortile
volerono dare una dimostrazione dei loro poteri e della realtà della loro presenza sulla Terra ad una persona importante ed influente a livello
internazionale.
Linda Cortile fu vittima di altri due rapimenti nel 1991, ma in quelle occasioni non si trattò di azioni intraprese da creature aliene. Un pomeriggio di aprile, mentre stava passeggiando, Richard e Dan la fermarono, la obbligarono a salire su un'autovettura e le fecero una serie di domande bizzarre: per esempio le chiesero se fosse una creatura aliena.
Le domandarono inoltre di togliersi le scarpe per verificare se avesse o meno le dita dei piedi,
poiché, le dissero, gli alieni non le hanno. La signora Cortile riuscì a notare che l'autovettura era seguita e sotto ipnosi successive rivelò sia il numero della targa su cui era prigioniera, sia quello della vettura che li aveva tallonati. Hopkins appurò che entrambe le targhe erano registrate come appartenenti alle delegazioni venezuelana e britannica alle Nazioni Unite. Il 15 ottobre la donna fu rapita da Dan, il quale la costrinse con la forza a salire su una Jaguar rossa e la portò in una casa sulla spiaggia a Long Island. Qui, tra altre azioni oltraggiose, l'uomo la obbligò a spogliarsi e ad indossare una camicia da notte bianca simile a quella che indossava la notte del rapimento. La signora Cortile registrò su nastro una parte di
quell'incontro, che fu interrotto quando Richard sopraggiunse e calmò il collega. In seguito, la donna ricevette una lettera da Dan, spedita da una casa di
cura per malattie mentali, che apparve chiaramente come il prodotto di una mente sconvolta. Nel novembre del 1991 ad Hopkins pervenne una lettera e un disegno da parte di una signora sessantenne, una centralinista in pensione che si firmava
Janet Kimble, che raccontava di aver avuto un misterioso e temporaneo guasto al motore dell'auto mentre stava
attraversando il ponte di Brooklyn, la notte del rapimento della signora Cortile. L'auto si
fermò circa ad un quarto di miglio in linea d'aria dall'appartamento della Cortile, in una posizione dalla quale l'edificio poteva essere visto chiaramente. Le luci del ponte si
spensero improvvisamente ed altre auto sul ponte si fermarono. La signora Kimble
dichiarò di aver visto l'UFO, gli alieni e la signora Cortile levitare nell'aria fin dentro il veicolo, nonostante l'UFO splendesse di una luce così brillante da costringerla a schermarsi gli occhi con le mani. I disegni di questa testimone e uno di quelli forniti dagli "agenti
dei
servizi segreti" corrispondono in molti punti e presentano dettagli in comune. Ulteriori elementi di prova, qualora emergano in futuro, potrebbero eventualmente rivelare la verità su questo caso, ma ci vorrà molto
tempo.