
Questo articolo, di Paolo Toselli, è tratto dal mensile Focus n° 131 (settembre 2003).
Che cosa potrebbe dimostrare l'esistenza degli UFO? Un avvistamento con migliaia di testimoni oculari in pieno giorno? Prove tangibili del passaggio di E.T.? Forse è già successo. Era il 27 ottobre del 1954. Alle 14.20, molti abitanti di Firenze e di altri luoghi limitrofi si accorsero che sulle loro teste erano comparsi strani "corpi" color bianco lucente. Solcavano il cielo da un capo all'altro, a volte a coppie, altre isolati, facendo evoluzioni a zig-zag per poi allontanarsi velocemente verso sud-est. Nell'arco di un'ora se ne contarono venti, forse trenta. Le redazioni dei giornali furono tempestate di telefonate. Quel pomeriggio, allo stadio, la Fiorentina stava disputando una partita di allenamento contro la Pistoiese. Gli spettatori erano alcune migliaia. Il secondo tempo era iniziato da poco, quando la gente cominciò a disinteressarsi della partita. L'attenzione era stata attratta da due oggetti biancastri che andavano avanti e indietro ad alta quota. << Erano le 15.27, quando comparvero sulla torre di Maratona, uno dietro l'altro >> rievoca Beppe Chiappella, giocatore della Fiorentina. << Procedevano ad andatura regolare. Poi uno si fermò all'altezza del centrocampo. Ci fu così tanto chiasso che l'arbitro fu costretto a sospendere la partita per qualche minuto >>.
Quando
sembrava si stessero dirigendo verso Fiesole, i dischi volanti invertirono la
rotta riattraversando il cielo sopra lo stadio in tutta la sua
lunghezza, per
allontanarsi
definitivamente verso sud. Ma quel che più impressionò i fiorentini, dopo il
passaggio dei corpi volanti, furono i fiocchi biancastri, simili a bambagia, che
cominciarono a cadere, ricoprendo tetti, prati e campi. La misteriosa sostanza
si volatilizzava in breve tempo, e al contatto delel mani la disgregazione era
ancor più rapida. L'allora capocronista del quotidiano
La
Nazione,
Giorgio
Batini, ricorda un intero
bosco di abeti coperto di quei fili, come neve, che "a toccarli
svenivano".
Uno studente universitario di ingegneria, Alfredo Iacopozzi, verso le 14.30 chiamò La Nazione dicendo di aver osservato assieme ad altre persone il passaggio di più coppie di corpi volanti. I primi due oggetti sembravano "due gabbiani candidissimi in volo". Poco dopo giunse la seconda coppia: apparivano di forma diversa, "a goccia d'acqua che sta per cadere". La terza coppia, osservata anche al binocolo, assomigliava a un "cappello cinese". Transitando sulla città, sembrava rallentassero per poi sparire alcuni secondi dopo verso est. Dopo un po' cominciarono a cadere batuffoli bianchi più grossi della neve, ma più radi e tenui, che in breve si afflosciarono e sparirono. Pareva zucchero filato. Lo studente ebbe la prontezza di raccogliere da un filo della lice un frammento della sostanza e riporlo in un tubetto sterile. Era appiccicoso e luccicava. Portato alla redazione de La Nazione insieme a un altro campione raccolto a Sesto Fiorentino un'ora prima, da lì fu inviato subito all'Istituto di chimica analitica dell'università.
Ma,
data l'esiguità del materiale a disposizione (due frammenti filiformi del peso
di 0,7 e 0,8 mg rispettivamente) non fu possibile effettuare ricerche complete.
Secondo la testimonianza scritta di
Giovanni
Canneri (1897-1964), che fece le
analisi: << L'esame al contatore Geiger per la radioattività dette
responso negativo, l'osservazione al microscopio indicò il carattere fibroso
dei filamenti. Un frammento fu messo alla fiamma: non si ebbe accensione e tanto
meno combustione bensì un lieve imbrunimento superficiale e il materiale
filiforme fuse in una perlina tondeggiante di aspetto
vetroso
>>.
L'altro frammento fu analizzato allo spettrografo a reticolo, che mostrò la
presenza del calcio, silicio, alluminio, magnesio, ferro, boro. Il responso del
chimico, anche se preceduto da un "in linea puramente ipotetica", fu:
vetro borosilicico.
Nacque così il termine "bambagia silicea", per la celebre "pioggia", documentata anche da un cinegiornale della Settimana Incom che mostra persone intente a raccoglierne frammenti, sotto forma di piccole matasse o grovigli, di aspetto e consistenza apparentemente piuttosto rigidi.
Alle 13.30 fenomeni analoghi, con discesa di bambagia silicea, si registrarono a Sesto Fiorentino e a Prato. Alle 14.30 fu la volta di Lucca e un'ora dopo di Chiusi, nel senese. E quello stesso anno, episodi simili avvennero un po' ovunque in Italia a partire dal 19 ottobre sino all'inizio di dicembre. A Senigallia, in provincia di Ancona, l'attenzione di un gran numero di persone fu attirata da parecchi oggetti "simili a piccole lenticchie" che solcarono velocemente il cielo a grande altezza. Alcuni filamenti, simili a "lanugine grigia o biancastra", scesero per oltre mezz'ora sulla cittadina. Il fenomeno si ripeté anche a Jesi, sempre nell'anconetano, dopo il passaggio di decine di strani oggetti. Poi toccò a Roma, a varie località toscane, a Gela (Sicilia), al mantovano, ai dintorni di Mortara, alla provincia di Ferrara. Non sempre, in coincidenza della caduta dei filamenti, fu constatata la presenza di oggetti volanti non identificati.
A distanza di quasi cinquant'anni il caso resta aperto. Alcuni elementi farebbero propendere per l'ipotesi che si tratti di ragnatele: il periodo dell'anno e le condizioni meteo fanno pensare al rilascio del materiale da parte di alcune specie di ragni. Ma il risultato seppur vago dell'analisi chimica (il "vetro"), rimanderebbe a qualcosa di più insolito.
A complicare la faccenda il particolare che tre anni dopo, intorno al mezzogiorno del 27 ottobre 1957, il fenomeno, anche se con minore intensità, si manifestò nuovamente sul capoluogo toscano. Tra le numerose testimonianze quella di un gruppo di persone che si trovava in piazzale Michelangelo vide "due corpi luminosissimi e di forma oblunga" attraversare velocemente il cielo. Pochi istanti dopo, tutti si trovarono sugli abiti una specie di lanugine biancastra che si andava disintegrando molto rapidamente. UFO, o cos'altro?