Segue l'inquietante storia dei coniugi Betty e Barney Hill, il primo caso di rapimento alieno della storia moderna.

 

 

Quando qualcuno afferma di essere entrato in contatto con degli "esseri umani" a bordo di un disco volante, la sua testimonianza deve essere studiata più di qualsiasi altra, perché questo è un campo nel quale soggetti fantasiosi e umoristi spesso si sbizzarriscono. Nondimeno certi casi sono veramente degni di interesse, come l'esperienza vissuta dai coniugi Hill. E' una storia curiosa e la sua analisi non permette di definire con esattezza se Barney (1923-1969) e Betty Hill (1919-2004) abbiano veramente incontrato degli extraterrestri o meno.

Tutto cominciò nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1961, allorché gli Hill tornavano col loro cane Delsey da un viaggio in Canada. Verso le 22:00 con la loro auto avevano da poco lasciato un ristorante e stavano attraversando le White Mountains per raggiungere il loro domicilio a Portsmouth, nel New Hampshire quando, verso Lancaster, la loro attenzione fu attratta da una luce il cui comportamento non sembrava normale. Barney, incuriosito più che preoccupato, pensò dovesse trattarsi di un satellite o di una stella. Per meglio esaminare il fenomeno, fermò la macchina e prese il suo binocolo, ma l'oggetto proseguì la sua traiettoria e la curiosità di Barney restò insoddisfatta. Riprese a guidare, e per quasi due ore fu come scortato da quell'oggetto luminoso. Volendo a tutti i costi conoscere la causa esatta di quell'apparizione, l'uomo fermò di nuovo la macchina in un'area di sosta, e fu allora che l'UFO modificò la sua rotta dirigendosi verso la macchina degli Hill. Contrariamente a Betty, Barney non era convinto ancora del carattere straordinario del fenomeno, pensava si trattasse di un aereo militare o di un Piper Club con a bordo dei cacciatori, oppure di un elicottero. Gli Hill salirono di nuovo in macchina e di nuovo scortati dalla strana luce percorsero ancora alcuni chilometri. Betty seguì col binocolo le evoluzioni dell'oggetto attraverso gli alberi finché non resistette più e pregò Barney di fermarsi di nuovo e di guardare lui stesso di cosa si trattasse. Questa volta era chiaro, l'oggetto non assomigliava a niente di conosciuto: era enorme e lasciava vedere nettamente due file di finestrini. Spinto da imprecisati motivi, Barney si avvicinò sempre di più all'oggetto silenzioso, fino a scorgere forme umane dietro gli oblò. Da quell'istante i ricordi di Barney sono tuttora confusi. Dovette temere di essere catturato da quegli individui perché corse a rifugiarsi nella macchina dove Betty lo attendeva. Barney era in uno stato di eccitazione tale da sfiorare l'isterismo, ma quando Betty guardò fuori l'oscurità era completa. Di colpo si sentì uno strano rumore, un "bip bip" lancinante che sembrava provenire dal cofano. Da quel momento la loro memoria si offuscò. Ripresero conoscenza soltanto due ore dopo avvertendo un rumore identico: si trovavano a sessanta chilometri a sud del luogo dove lo avevano sentito per la prima volta. Durante questo breve percorso, gli Hill persero due ore della loro vita. L'indomani, esaminando l'automobile, scoprirono che la superficie del cofano era ricoperta da una dozzina di cerchi: erano perfetti e avevano la dimensione di una moneta da un dollaro. Particolare importante: avvicinando ad essi una bussola, la lancetta si mise a girare in tutte le direzioni. Betty pensò allora di avvertire le forze aeree statunitensi, ed è così che alcuni giorni più tardi furono interrogati dal maggiore Paul W. Henderson. Quest'ultimo mandò addirittura un rapporto ufficiale al progetto Blue book precisando che sembrava fuori dubbio la buona fede dei testimoni. Dopo di che, Betty provò a documentarsi al massimo sul problema degli UFO, si procurò il libro del maggiore Donald Edward Keyhoe (1897-1988, The flying saucer conspiracy) e così prese conoscenza dei dati fondamentali del problema. In seguito a queste letture, meno di una settimana dopo la sua avventura, Betty scrisse a Keyhoe raccontandogli l'esperienza vissuta insieme a suo marito. Qualche settimana più tardi ebbe luogo un incidente la cui portata verrà capita in seguito: scorgendo un'auto ferma in mezzo alla strada e circondata da alcuni uomini, Betty fu bruscamente presa dal panico e ordinò al marito di accelerare e di non fermarsi per nessuna ragione. In quel periodo le notti di Betty erano popolate da numerosi incubi dei quali parlava molto raramente e solo a pochi amici intimi: in questi sogni incontrava un gruppo di uomini, e appena si avvicinavano alla macchina perdeva conoscenza. Si svegliava in compagnia di Barney all'interno di uno strano apparecchio nel quale erano sottomessi ad un esame medico completo. Venivano assicurati che non sarebbe stato fatto loro alcun male e che dopo la loro liberazione non si sarebbero ricordati di niente. Quasi un mese dopo la loro avventura, gli Hill ricevettero la visita di Walter Webb, inviato dal NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena) su richiesta del maggiore Keyhoe. L'incontro con Webb si prolungò per diverse ore, ed egli interrogò Barney e Betty senza riuscire a farli cadere in contraddizioni. Scrisse nel suo rapporto: << Sono convinto che dicano la verità e malgrado non esercitino professioni che esigono l'acutezza di osservazione dello scienziato, sono stato piacevolmente impressionato dalla loro intelligenza, dalla loro apparente onestà e dal loro desiderio evidente di attenersi ai fatti, diminuendo il loro dato sensazionale. >> Alla fine del novembre 1961 ci fu a casa degli Hill una piccola riunione nel corso della quale, per la prima volta, ci si interrogò molto seriamente sul buco di due ore del loro viaggio, e fu proposto ai coniugi di sottoporsi a ipnosi. Una coincidenza abbastanza strana volle che sia stato proprio James McDonald, amico intimo degli Hill, ad avere l'idea dell'ipnosi. A quei tempi McDonald non era direttamente immischiato nel problema degli UFO, e si accontentava di mantenere una posizione neutrale al riguardo. Comunque, non avendo trovato uno specialista particolarmente competente, l'idea dell'ipnosi fu momentaneamente accantonata. Dal 1962 in poi, la salute di Barney cominciò a subire delle alterazioni: soffriva di ipertensione e di un'ulcera al duodeno. Durante l'estate di quell'anno fu necessario un lungo trattamento dal dottor Duncan Stephens a Exeter. Quest'ultimo fece notare a Barney che il suo stato generale era assai complesso e che problemi di ordine psicologico creavano in lui conflitti interiori responsabili di uno stato depressivo. Tali fattori avrebbero potuto anche provocare ulcere, e il dottor Stephens consigliò a Barney di consultare il dottor Benjamin Simon, psichiatra molto rinomato di Boston. Bisogna precisare che Barney era un nero e Betty una bianca: i matrimoni misti sono ancora difficili, soprattutto negli Stati Uniti, e i problemi che fanno nascere possono provocare delle nevrosi. Ed è quello che prima pensò il dottor Simon, ma appena fu messo al corrente degli avvenimenti del settembre 1961, modificò la sua prima impressione. Non fu proprio da psichiatra che il dottor Simon accolse Barney Hill a metà del dicembre 1963, ma piuttosto da neurologo ipnotizzatore, per curare l'amnesia del suo paziente. Un'amnesia molto breve, giacché mancavano soltanto due ore, ma ormai vecchia più di due anni. Così, la proposta del dottor James McDonald si realizzò.

L'amnesia è una forma di disturbo che si presta particolarmente bene all'azione dell'ipnosi. Ma prima di tutto, che cos'è l'ipnosi? I migliori specialisti esitano a definirla da quanto è complesso il fenomeno, così ci limiteremo a dire che si tratta di una specie di sonno incompleto provocato artificialmente: lo stato ipnotico provoca una forte attenzione da parte del soggetto che vi è sottomesso, e anche dei cambiamenti nella coscienza e nella memoria. Tra l'altro, nel corso di una seduta di ipnosi, possono essere rivelate immagini dimenticate nell'inconscio o situazioni delle quali si è perduto il ricordo. Bamey e Betty Hill si sottoposero a ipnosi tre volte ciascuno, dal gennaio al marzo 1964. Nel corso di quelle sedute furono chiarite le due ore di "buio": Barney e Betty, ancora una volta senza contraddirsi, affermarono di essere stati esaminati da esseri umani che li rilasciarono in seguito, senza far loro alcun male. Ma vediamo come si svolsero le sedute ipnotiche e riprendiamo in esteso estratti del libro di John Grant Fuller (1913-1990, The interrupted journey) dedicato al caso Hill e pubblicati dalla rivista Moustique nel 1967. Il 4 gennaio 1964 ebbe luogo la prima seduta, nel corso della quale Barney venne ipnotizzato abbastanza facilmente. Malgrado i buoni risultati ottenuti, il dottor Simon aspetterà il 22 febbraio prima di interrogare più a fondo il suo paziente. In questa data, Barney è nuovamente sottoposto a ipnosi, e comincia col descrivere il suo viaggio in Canada, la visita a Montreal e il viaggio di ritorno. Tutte le loro conversazioni sono state registrate su nastro magnetico, ed ecco un estratto:

 

- Guardo attraverso i finestrini dell'auto e vedo una stella. E' strano, ma dico: << Betty, è un satellite! >> Poi mi accosto al bordo della strada, e Betty si precipita fuori col binocolo: guardo il cielo e dico a Betty: << Sbrigati, voglio vedere anch'io! >> e vedo che non è un satellite, ma un aereo. Lo dico a Betty e le ripasso il binocolo. Sono soddisfatto.

- Che tipo di aereo?
- Sto guardando. Si trova sulla mia destra, non va nella direzione che pensavo. Non mi sorpasserà venendo da destra, la mia spalla destra, ma passerà lontano verso nord. Mi trovo di fronte all'ovest, e la mia destra è verso nord. Non sta andando verso nord!
- Ci sono dei motori?
- Non saprei. Ma trovo strano il non sentire il motore... quell'oggetto che era un aereo non era un aereo: era... era strano, veniva verso di noi. Guardavo a volte il cielo, a volte la strada, e pensavo: << Com'è buio! Che cosa succederebbe se venisse fuori un orso? >> Sono tornato alla macchina e ho detto: << Andiamocene, Betty. Non è che un aereo che viene da queste parti. Cambiano rotta. è senz'altro un Piper Club. >>
- Un Piper Club non avrebbe avuto che uno o due finestrini. Lei ha notato finestrini in quell'aereo?
- E' quello che ho detto, ed è quello che ho visto ritornando alla mia macchina: un Piper Club. C'incamminiamo, e Betty seguita a guardare, e ad un tratto dice: << Barney, non è un aereo! Ci segue sempre! >> Mi fermo e lo vedo in lontananza. Cerco un posto per parcheggiare e noto un sentiero a destra della strada. Penso che sia il posto adatto per fermarmi: se altre macchine passano, non mi urteranno. Esco dall'auto e ancora una volta dico a me stesso che è strano. E' ancora lì. Betty afferma: << Credo che sia... >> Sono furioso, lei cerca di farmi credere che si tratti di un disco volante... io mi chiedo perché non se ne va. Mi fermo per guardare, e penso: << Quando avrò passato Old Man, c'è un posto da dove si ha una buona visibilità: potrò vedere bene quella cosa. >>
- Crede sempre che si tratti di un Piper Club?
- Mi chiedo se quei piloti fossero militari: non dovrebbero volare in quel modo, girando così potrebbero causare un incidente. Cosa succederebbe se mi piombassero addosso? Dei militari non dovrebbero agire così.
- Sta cercando un posto per parcheggiare e poter così osservare meglio. Betty la sta esasperando.
- Voglio svegliarmi.

Nota del dottor Simon: << Questa è la normale reazione di un soggetto sul punto di rivivere un avvenimento penoso. Così avvertito, il medico è consapevole che il soggetto si trova forse sull'orlo di una violenta reazione emotiva. >>

- Non si sveglierà. E' immerso in un sonno profondo, si sente bene, è rilassato: non deve essere inquieto. Andiamo, adesso si ricorda di tutto.
- Si trova proprio sulla mia destra. Signore! Ma che cos'è? ...

 

Nota dello psichiatra: << La sua voce comincia a tremare. >>

 

- ... Provo a dominarmi... Betty non potrà dire che ho paura: Dio, ho paura!
- Molto bene, proseguiamo.

Nota del dottor Simon: << Scoppia in singhiozzi, poi urla di colpo. >>

 

- Un'arma, voglio un'arma!

 

Commento del medico: << Urla di nuovo, i singhiozzi diventano incontrollabili. >>

 

- Dorma. Adesso può dimenticare... ha dimenticato, è tranquillo: si rilassi. E' perfettamente rilassato, non deve urlare, ma può ricordarsi. Continui a parlare, ma può ricordarsi, continui a ricordare. Sente il bisogno di un'arma?
- Sì.
- Sente che gli faranno del male?
- Sì. Apro il cofano della macchina, prendo la chiave per smontare i pneumatici...

Nota dell'ipnotizzatore: << Viene ripreso dal panico. La situazione sta prendendo una strada rischiosa: se il paziente mantenesse questo stato di panico durante la seduta, le probabilità di morte potrebbero essere alte. >>

- Sia ragionevole, conservi la calma.
- Tengo la chiave con me. Esco con il binocolo: l'oggetto è lì. Guardo proprio nel prato accanto, penso e ripenso: << Non sono impaurito, non ho paura, io avrò... non ho paura! >> Attraverso la strada: è lì, proprio davanti a me... ah!
- L'oggetto è lì: lo vede, ma non l'aggredirà.
- Perché non se ne va? Guardi là: c'è un uomo dentro! Sarà il comandante? Chi è? Mi... mi guarda!
- Descriva l'oggetto.
- Assomiglia... a una grossa frittella con dei finestrini, file di finestrini e luci. No, non sono luci, ma un alone di luce.
- File di finestrini? Come un aereo di linea?
- File di finestrini, non come un aereo di linea: diventano rotonde tutt'intorno a quella grossa frittella! Non è possibile: sto sognando! Eppure no: l'oggetto è lì, se solo potesse venire qualcuno... se potesse venire qualcuno e dirmi che non c'è... ! Non può essere, eppure...
 

Il medico, avendo pensato che Barney avesse potuto sognare tutto ciò, volle chiarire questo punto.
 

- Ma non aveva sonno?
- Mi pizzico il braccio destro...

Dopo aver scambiato qualche frase su quell'argomento, lo psichiatra si convinse che Barney fosse realmente sveglio. La conversazione proseguì sullo stesso tono e arrivò ad una conclusione. Il 29 febbraio, Barney si sottopose alla seconda seduta di ipnosi, e proseguì col racconto descrivendo com'è stato catturato e portato all'interno dell'oggetto.

- Vedo un gruppo di uomini in mezzo alla strada: è tutto illuminato come fosse quasi pieno giorno, ma non è la stessa luce... vengono verso di me. Non pensavo più alla chiave inglese, d'altronde temevo di poter essere aggredito qualora avessi pensato alla chiave come ad un'arma. Se non l'avessi usata, non mi sarebbe stato fatto niente. Arrivano e mi fanno uscire dall'auto: mi sento molto stanco, ma non ho paura, non sono neanche perplesso, non mi pongo domande... i mie piedi mi trascinano, non ho paura... ho l'impressione di sognare: i miei piedi non vanno a sbattere contro le rocce. E' strano. Avevo avuto l'impressione di urtare le rocce con i piedi. Ho paura di aprire gli occhi perché il mio corpo mi ordina di tenere gli occhi chiusi, non li apro, non voglio essere operato... è a quello che sto pensando, ma ho gli occhi chiusi, è una immagine mentale. Non sento male, è soltanto una sensazione... ho una sensazione di freddo all'inguine.

 

In seguito, Barney continuò a raccontare quello che gli fu fatto all'interno dell'oggetto, e arrivò alla conclusione della sua avventura.
 

- E l'oggetto volante? E' scomparso?
- Sì. Betty scherzando mi disse: << Allora, adesso ci credi ai dischi volanti? >> e io risposi: << Betty, non essere ridicola: no, non ci credo! >> Poi sentiamo dei suoni come se la nostra macchina emettesse un ronzio, e faccio silenzio...
- Sente dei suoni?
- Bip bip bip bip bip.
- Questi bip assomigliano ai segnali in codice che si utilizzano per radio o forse ricordano qualche altro suono?
- Bip bip bip... è un suono particolare...

In seguito alle due sedute, il dottor Simon cominciò ad intravedere la causa della depressione di Barney: l'incidente causò su di lui un intenso shock nervoso. Non ci sono dubbi sul fatto che Barney vide un disco volante particolarmente impressionante e che tale apparizione provocò in lui un grave trauma. In quanto a sapere se il suo rapimento a bordo del disco volante è reale o soltanto una conseguenza dello shock emotivo, non è facile dirlo. Comunque siano andate le cose, successe qualcosa di straordinario, e questo nessuno lo può negare. I giorni 7 e 14 marzo toccò a Betty farsi ipnotizzare, e il suo racconto fu ancora più fantastico di quello del marito: descrisse con precisione l'accoglienza riservata dagli umanoidi, nonché tutti gli esami subiti. Il suo racconto fu molto più completo di quello di Barney: nonostante ciò, in molti punti le due narrazioni si assomigliano. Siamo al punto in cui gli uomini fanno uscire Barney e Betty dalla macchina.

- Quegli uomini parlano bene l'inglese?
- Uno solo lo parla, ha un accento straniero... camminiamo, arriviamo vicino all'oggetto posato la suolo. Credo proprio che si tratti di quello che avevo osservato nel cielo. Mi fanno entrare nell'oggetto... alzano le maniche del mio vestito e osservano le mie braccia, me le girano per vedere anche la parte interna. Hanno uno strumento, assomiglia a un microscopio, un microscopio con una grossa lente. Fotografano la mia pelle... no, lo strumento assomiglia ad un tagliacarte... mi grattano il braccio... raccolgono come delle piccolissime particelle di pelle, come quando la pelle è molto secca e si squama, e mettono quelle particelle in un sacchetto di plastica o di cellophane, che il capo del gruppo ripone in un cassetto. Di nuovo sdraiata sulla  schiena, mi accorgo che quello che mi fa passare l'esame ha in mano un ago lunghissimo: gli chiedo cosa abbia intenzione di farne, quando mi risponde di volermelo mettere nell'ombelico, che si tratta di un test, e allora mi metto ad urlare: << No, mi potete ferire! Non lo fate! >> Grido, gli dico: << Fa male, fa male, me lo tolga! >> Allora il capo si avvicina, mi passa la mano sugli occhi e mi dice che va tutto bene, che non sento nulla... e il dolore scompare, ma ho un senso di fastidio dove mi hanno infilato l'ago.
- Le fanno proposte sessuali?
- No. Quando chiedo al capo perché mi stessero mettendo un ago nell'ombelico, mi risponde che è un test di gravidanza.

Nota: all'epoca, i test di gravidanza non esistevano.

- Bene, fermiamoci qui.

Così finisce questa conversazione del 7 marzo, e la settimana successiva la seduta riparte con una domanda riguardante l'ago.

- A proposito di quell'ago, lo introducono molto profondamente?
- E' un ago lungo... non so, non vedo, ma dovrebbe misurare circa dieci centimetri, forse quindici. C'è collegato una specie di tubo... non me lo lasciano dentro per molto, giusto un secondo...
- Che tipo di dolore senti?
- L'impressione di un taglio. Ho gradito molto quando il capo ha fatto cessare il dolore... è la fine del test: gli dico che mi sarebbe piaciuto avere una prova. Sto notando un libro, un libro molto grosso: posso tenerlo? Mi dice di guardarci dentro, e lo sfoglio. Ci sono delle pagine scritte, ma in modo del tutto particolare: degli strani segni sembrano salire e scendere.
- E' inglese o qualche altra lingua conosciuta?
- No, non è inglese.
- Lei conosce tipi di scritture verticali?
- Non ne conosco, ma potrei riconoscerli, per esempio l giapponese.
- Giapponese... assomiglia al giapponese?
- No.
- E' scritto o stampato?
- E' diverso: i tratti sono a volte snelli, a volte di grossezza media, a volte molto spessi. Ci sono dei punti, delle linee erette, delle curve ...

Betty continuò a descrivere l'interno del disco, e arrivò al momento di lasciare l'oggetto. Fu a questo punto che accadde un incidente: il "capo" che le aveva promesso il libro, glielo riprende all'uscita.

- << Non dimenticherò! Può riprendersi il libro, ma non mi farete mai dimenticare! Mi ricorderò, dovesse essere l'ultima cosa che farò! >> Il capo si mette a ridere e mi dice: << Forse ti ricorderai, ma spero di no: non ti farebbe che del male. Barney, lui dimenticherà, e sarebbe preferibile che dimenticassi anche tu. >> Mi trovo sulla rampa, hanno portato via Barney. Torno alla macchina, Barney si trova già lì: ha l'aria di un automa: gli occhi aperti, agisce normalmente. Guardo l'oggetto, diventa sempre più chiaro e brillante, si alza, si allontana... Barney mette in moto. Mi sento felice, dico a Barney: << Allora, prova ancora a dirmi che non credi ai dischi volanti! >> ed egli risponde: << Non essere ridicola! >> Credo che stia scherzando, e di colpo ecco di nuovo il bip bip bip.
- E' la seconda volta che lo sente?
- Sì, e penso: << E' il loro saluto. Ovunque andassero, se ne sono andati. In quanto a noi, penso che dimenticheremo... >> Continuo a guardare fuori per tutto il tragitto di ritorno... credo di avere voglia di dimenticare. Cos'altro potrei fare? Mi chiedo se mai torneranno... li continuo a cercare.

E' facile notare che i racconti di Barney e Betty Hill presentano evidenti punti in comune, ma fu proprio questa grande somiglianza e la straordinaria precisione del racconto di Betty che sconcertarono il neurologo. Secondo il suo parere, non c'era alcun dubbio sul fatto che i coniugi dicessero la verità, e che era impossibile che soffrissero entrambi di allucinazioni identiche. Ma era convinto che la storia era stata ingigantita, e che probabilmente Barney era stato influenzato dai sogni di Betty. Per chiarire questo punto, convocò i coniugi per una nuova seduta il 21 marzo. Fu interessante, perché il dottor Simon arrivò alla conclusione che, malgrado le sue proteste, gran parte del racconto fu suggerito a Barney da Betty).

- Betty fa molti sogni? Ha degli incubi?
- Sì, dice di sognare che la portano via a bordo di un oggetto e che nel sogno portavano via anche me.
- In che modo racconta tutto ciò?
- Generalmente quando c'è gente in casa: racconta di essere stata in un disco volante e di aver parlato con il personale di bordo.
- Racconta che cosa le è successo mentre stavano esaminando lei?
- No, non me lo ha mai detto: ero sdraiato su un tavolo e sentivo che mi stavano esaminando.
- Ciò accadde nel sogno di Betty?
- Le sto raccontando ciò che veramente accadde.

Il 28 marzo, il dottor Benjamin Simon ebbe una conversazione con i coniugi Hill, ma questa volta a livello cosciente. Barney espresse dei dubbi rispetto alla veridicità del racconto che fece sotto ipnosi: gli fu impossibile precisare se si fosse trattato di un sogno oppure no.


- Non ci posso credere... sono sconvolto.
- Sconvolto da cosa?
- Da quello che ricordo del nostro precedente incontro: aver visto un oggetto non identificato, aver avuto dei contatti con i suoi occupanti... tutto ciò eccita la mia immaginazione e il lato incredibile del caso. Avrei una domanda: ci sono probabilità che si tratti di allucinazioni?
- Mi sta chiedendo se credo possibile che sia stato sognato tutto? Qual'è la sua idea in proposito?
- Per essere sincero, se non avessi il timore di sembrare ridicolo, direi che è veramente successo.

Il 5 aprile 1964, gli Hill furono autorizzati ad ascoltare le registrazioni delle varie sedute: fu un incontro determinante, perché ascoltando i loro racconti, Barney e Betty riuscirono non solo a colmare le lacune dovute all'amnesia, ma anche a ricordare dei particolari interessanti quali il portamento ed il fisico delle creature. Dopo questa seduta poterono ricostruire passo dopo passo lo svolgimento esatto dell'accaduto. Per il dottor Simon era più che probabile che l'incontro con un UFO avesse provocato negli Hill una grave reazione nervosa, ma che il rapimento e l'esame a bordo del disco rimanevano estremamente incerti. Eppure secondo Betty, l'ipnosi altro non fece che mettere in luce ricordi di avvenimenti reali. Barney esitava: ciò che credeva fosse la verità, lo era realmente? Un'allucinazione identica, una "follia a due", è da scartare, perché non soltanto è un fatto estremamente inusitato, ma richiede inoltre tutta una serie di condizioni che non si ritrovano nel caso Hill. Rimangono allora due possibilità: o l'esperienza è totalmente reale o, in seguito ad un fenomeno particolarmente strano, l'esperienza è stata modificata da un tale stato emotivo da produrre interpretazioni illusorie di un fenomeno reale. I sogni di Betty avrebbero allora avuto una parte di rilievo in questa interpretazione abusiva. D'altra parte, bisogna segnalare che nessuna spiegazione è stata fornita per ciò che riguarda le "macchie circolari" sull'auto che fecero impazzire la bussola. Erano tracce magnetiche? Ultimamente abbiamo chiesto al dottor Simon ciò che attualmente pensava del caso Hill, e rispose di essere certo che Betty e Barney avessero incontrato un disco volante di natura sconosciuta ma che non fossero stati rapiti: la storia del rapimento proverrebbe dai sogni di Betty, che secondo lui richiederebbero ore e ore per essere analizzati.

Prima di concludere, parleremo di ciò che successe dal 1964 in poi. Nel 1967, gli Hill chiesero di essere nuovamente interrogati sotto controllo scientifico: per due ore vissero interamente la loro esperienza sotto ipnosi in presenza del dottor Simon, del dottor Josef Allen Hynek (1910-1986), che fu per lungo tempo il maggior consigliere del progetto Blue book e di numerosi consiglieri scientifici delle forze aeree statunitensi. Malgrado le domande tecniche che furono loro rivolte, il racconto non mutò. John Grant Fuller, che assistette a quella seduta, ci disse di aver chiesto al dottor Hynek se credesse a quella storia, ed egli rispose: << Come potrei non crederci? >> E gli Hill? Contrariamente a ciò che qualcuno volle far credere, non morirono tutti e due di leucemia: nel 1969 Barney morì per una emorragia cerebrale in pieno inverno, e tutti sono concordi nel dire che la sua morte non ha niente a che vedere con l'esperienza vissuta nel 1961. Barney soffriva di ipertensione, ed è lì che bisogna cercare la causa del decesso. In quanto a Betty, occupa attualmente un posto importante in un'organizzazione sociale dello stato del New Hampshire.

Concludendo, diciamo che certi fatti non possono venire negati: è evidente che ci fu un'apparizione sufficientemente fuori dal comune per provocare un trauma grave le cui conseguenze emotive si moltiplicarono in Barney, probabilmente per un suo stato di tensione provocato da un complesso razziale. Separare il sogno dalla realtà è molto difficile, per non dire impossibile, e ci asterremo dall'imporre una spiegazione qualsiasi. Aggiungiamo un ultimo particolare, che Jacques Vallée riporta nel suo libro Passport to Magonia: l'oggetto visto dagli Hill fu intercettato da un radar militare. Durante un'occasionale conversazione, il 22 settembre 1961, tra il maggiore Gardiner B. Reynolds, 100th Bomb Wing DC01, e il capitano Robert O. Daughaday, Commander 1917-2 AACSD IT, della Pease air force base (New Hampshire), si apprese che il 20 settembre si verificò uno strano incidente al posto radar 0214. Sul momento non si diede molta importanza all'incidente. Nessun altro particolare poté poi essere aggiunto al rapporto quotidiano del controllore radar.

Dopo la terapia con il dottor Simon, la coppia si era apparentemente ristabilita e riprese una vita normale, ma l'esperienza vissuta aveva lasciato il segno e, negli anni seguenti, gli Hill condussero una serie di esperimenti tesi a ristabilire un "contatto mentale" con i loro rapitori. Betty, in particolare, sentiva un supposto "legame telepatico" e così, il 26 e 27 luglio 1967, in compagnia di tre amici (uno scrittore, un fisico e uno scienziato, l'identità dei quali non fu da loro rivelata), attesero gli UFO in un campo a poche miglia da Newton, New Hampshire. Non si presentò nessuno. Un fiasco dunque? Forse no: quella stessa notte, a poche miglia di distanza, due testimoni osservarono davvero un UFO. Rimasta vedova nel 1969, Betty registrò una serie di fenomeni insoliti all'interno della propria abitazione: dallo spegnersi inspiegabile degli elettrodomestici alla misteriosa sparizione di una notevole quantità di ritagli (sull'esperienza condivisa con Barney nel 1961) posti all'interno di un contenitore sigillato. Naturalmente, nulla può farci escludere che ci si trovi di fronte a curiose coincidenze e che, forse, certi eventi da "casa stregata" siano riconducibili a cause fortuite. In questo scenario rientrano le frequenti telefonate fantasma (l'apparecchio suonava ma nessuno era poi all'altro capo del filo) e gli strani rumori senza causa apparente registrati in casa Hill. Poco tempo addietro, Betty sostenne di aver osservato varie volte degli UFO, indipendentemente dal suo rapimento, e con lei i suoi genitori, le sue sorelle, suo fratello e i suoi nipoti: ha anche scattato una foto ad uno di tali oggetti su Portsmouth, New Hampshire, nel 1977. Non molto tempo fa Betty ha scritto un libro, A common sense approach to UFO (1995), edito da lei stessa, che tende a fare il punto su un'esperienza che le ha cambiato la vita e che forse non si è ancora conclusa.

Questo brano è un estratto del rapporto ufficiale scritto dal maggiore P. W. Henderson, che fu il primo a interrogare i coniugi Hill. Allora, il rapimento fu un' illusione o una realtà? A voi i giudizi.