
La prima parte dell'articolo che segue è tratta dal sito ufficiale del CICAP, la seconda dal mensile Hera n° 6 (giugno 2000).
La vicenda dei cerchi nel grano
comincia sulla fine degli anni Settanta nell'Inghilterra meridionale. Grandi
fino a venticinque metri di diametro oppure piccoli come una ruota, questi
misteriosi cerchi comparivano di notte, durante l'estate, e al loro interno le
spighe erano piegate a spirale e non spezzate. Ci si accorse della loro presenza
solo a partire dal 1980. Quando i giornali cominciarono a parlarne, i cerchi
aumentarono progressivamente di numero (da tre nel 1980 a settecento nel 1990) e
cominciarono a presentare forme sempre più complesse: non più semplici cerchi,
ma cerchi collegati tra di loro, con tratti rettilinei, corone e appendici
varie, triangoli, rettangoli e speroni combinati in modo da creare degli
elaborati e spettacolari "pittogrammi", come vennero definiti. Immediatamente,
furono avanzate ipotesi di ogni tipo dai "cereaologi" (così si facevano chiamare
gli esperti dei cerchi nel grano): "campi di forza", "vortici di plasma" e,
naturalmente, "tracce di UFO". Due di questi esperti in particolare,
Pat Delgado
e Colin Andrew,
sostenitori dell'ipotesi ufologica,
divennero i più noti studiosi di cerchi, e
pubblicarono una serie di libri che li arricchirono notevolmente.
Nel luglio 1990, diversi gruppi di volontari appartenenti al VECA (Voyage Etude Cercles Angles), un'associazione di ufologi francesi, si appostarono sulle colline di Westbury, uno dei luoghi a più alta concentrazione di cerchi, per vari giorni con la speranza di essere testimoni della nascita di un cerchio. Una notte si notò del movimento e furono effettuate delle riprese con una telecamera a raggi infrarossi. Il giorno dopo si scoprirono nuovi cerchi, ma la telecamera rivelò che erano stati presenti degli esseri umani nel campo. L'ipotesi che si trattasse di una burla cominciò a circolare, ma fu costantemente respinta da esperti come Delgado e Andrew come impossibile: questo nonostante un gruppo del VECA fosse riuscito a dimostrare come fosse possibile entrare in un campo di grano e realizzare un cerchio con un rullo da giardiniere. Nel settembre 1991, Delgado fu invitato dal quotidiano inglese Today ad ispezionare un nuovo cerchio misteriosamente comparso. L'esperto esaminò il grano con cura ed esclamò entusiasta: << Questo è senza dubbio il momento più bello della mia ricerca: nessun essere umano può avere realizzato un'opera simile! >> A quel punto, il colpo di scena: i giornalisti gli presentano due pensionati inglesi, David Chorley e Douglas Bower, che quella stessa mattina avevano realizzato il disegno, usando delle corde e un paio di bastoni, sotto gli occhi attenti dei giornalisti. Delgado rimase senza parole. I due pensionati, che sono riusciti nell'impresa di realizzare una delle più grandi beffe del secolo, si erano recati il giorno prima negli uffici del Today per rivelare che gli autori della maggior parte dei cerchi realizzati da dieci anni a quella parte erano stati loro. Tutto era cominciato una sera d'estate, a metà degli anni Settanta, a Cheesefoot Head, vicino a Winchester. Douglas Bower, da tempo interessato al fenomeno UFO, disse a David Chorley che mentre si trovava in Australia aveva sentito una storia su un UFO che sarebbe disceso a Queensland e avrebbe lasciato un segno circolare nell'erba. Indicando un campo di grano adiacente, Bower domandò: << Cosa pensi che succederebbe se creassimo un'impronta laggiù? Di sicuro qualcuno suggerirebbe che vi è atterrato un disco volante! >> Subito dopo, i due presero una barra d'acciaio ad "l" e, camminando lungo le tracce del trattore, si infilarono nel campo dove realizzarono il loro primo cerchio. Piantarono l'estremità più corta della barra nel terreno e, usandola come perno, iniziarono a farla ruotare, avanzando carponi, finché, nel giro di circa quaranta minuti, ottennero un cerchio di circa nove metri di diametro. La prima estate fecero una dozzina di cerchi, e così fecero ancora le estati seguenti, ma nessuno sembrava accorgersene. Sul finire dell'estate del 1979, stavano quasi per abbandonare tutto: vollero comunque tentare ancora una volta, nell'estate del 1980, quando decisero di fare i cerchi solamente dove avrebbero potuto essere visti, cioè sulle pendici di colline o in prossimità di strade sopraelevate. E così fu: i cerchi furono notati e attirarono l'attenzione dei vari esperti che cominciarono a formulare le loro ipotesi sempre più straordinarie. Nel 1988 i cerchi divennero più di cinquanta, solo trenta nel 1989, ben duecentotrentadue nel 1990 e centottantuno nel 1991, l'anno in cui la beffa fu svelata. Bower e Chorley furono imitati da altri buontemponi, che occasionalmente realizzarono dei cerchi anche in altri paesi. Ma si trattò più che altro di imitazioni sporadiche: la patria dei cerchi resta la Gran Bretagna, dove questa pratica è continuata ed è diventata quasi una forma d'arte simile nella sua filosofia ai graffiti. Uno dei più prolifici autori di cerchi, Jim Schnabel, ha scritto addirittura un libro sulla sua carriera artistica, mentre nel 1992 si è tenuto addirittura un concorso, a West Wycombe Bucks, per creatori di cerchi capaci di realizzare le forme più intricate e incredibili. Per un gruppo di artisti e burloni inglesi (www.circlemakers.org), realizzare disegni nel grano è diventata addirittura una professione. Per questo motivo sono ingaggiati da aziende affinché realizzino insoliti disegni al fine di pubblicizzare determinati prodotti.
Eppure, fino a poco tempo
fa, schiere di ufologi erano pronti a giurare che nessun uomo avrebbe potuto
realizzare simili disegni. Inoltre, costoro sostenevano che, anche se fosse
possibile, realizzare tali disegni richiederebbe molto tempo. Affermavano
inoltre che eventuali burloni non potrebbero non lasciare una traccia evidente
del loro passaggio nel grano, dato che le spighe crescono molto fitte e
sembrerebbe impossibile non schiacciarle camminandovi in mezzo. Per costoro, la
spiegazione più probabile era quella extraterrestre: o tracce dell'atterraggio
di astronavi aliene, oppure messaggi che gli alieni avrebbero disegnato nel
grano per comunicare con noi. Ebbene, qualche tempo fa il
CICAP (Comitato
Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale)
ha voluto verificare
la cosa in prima persona grazie a un'occasione offertagli dal mensile
Focus.
Interessati quanto a
loro alla teoria dello scherzo, gli amici di Focus si sono offerti di
sponsorizzare l'operazione e di rimborsare il proprietario del campo a cui
avrebbero inevitabilmente danneggiato parte del raccolto. Cominciarono dunque a
guardarsi intorno per cercare un campo adatto, e furono
Andrea e
Marino Franzosi a trovarlo,
nei pressi di Adria, in provincia di Rovigo, grazie alla disponibilità
dell'azienda agricola Vendemmiati.
Luigi Garlaschelli,
che aveva già avuto un'esperienza di questo tipo realizzando un cerchio nel
grano diversi anni prima, si preoccupò di procurare
tutto il materiale necessario e di coordinare i lavori. Innanzitutto, fu fatto
un disegno sulla carta dell'immagine che volevano ottenere: quindi, si misero a
lavoro. La prima cosa che si scoprì era che camminando lungo i solchi lasciati
nei campi dal trattore era possibile inoltrarsi all'interno senza lasciare
tracce. Per realizzare il disegno, era sufficiente piantare un paletto nel
terreno, legarvi una corda e girare in tondo per delimitare il perimetro del
primo cerchio (che misurava circa venti metri). Poi, con un rastrello si
abbassavano le spighe all'interno del cerchio: anche qui, scoprirono che le
spighe non si spezzavano, ma si piegavano docilmente. Per le linee che
collegavano i cerchi, fu sufficiente tendere le corde e abbassare le spighe
tenendosi vicini alle corde. Nel giro di un'ora, terminarono il disegno nel
grano (vedi foto in bianco e nero. L'intera operazione è documentata sul numero
di luglio 1999 di Focus).
Non mancarono le inevitabili proteste da parte degli ufologi più fanatici, in
quanto il disegno presentava qualche sbavatura qui e là: il fatto è che se anche
avessero la possibilità di realizzare quaranta o cinquanta disegni ogni estate,
come farebbero gli artisti inglesi, questi piccoli difetti scomparirebbero
rapidamente. Non avevano certo intenzione di dimostrare che tutti i cerchi che
si manifestano fossero fatti in tal modo, ma la notizia certa era che avevano
dimostrato per la prima volta, anche in Italia, che due persone, armate solo di
una corda, un piolo e un rastrello potevano realizzare, nel giro di un'ora, una
figura complessa come quelle che si vede nei tanti libri di misteri. Con buona
pace di tutti coloro che continuavano a ritenere l'impresa impossibile.
microscopico cavità di espulsione nei noduli delle
spighe, con rigonfiamenti dovuti ad un campo energetico anomalo e di grande
potenza che ha agito sul grano. Gli scienziati impegnati nella ricerca presumono
trattasi di microonde, che sembrano avere una particolare efficacia sul primo e
secondo nodulo dello stelo, gonfiandosi a dismisura. Una caratteristica, questa,
dovuta ad un'espansione indotta delle pareti di ogni singola cellula vegetale: le spighe più giovani, il cui tessuto è ancora morbido, riescono a resistere,
manifestando un aumento del volume interno, mentre nelle più mature i noduli
scoppiano, generando danni esplosivi definiti "cavità di espulsione" in
seguito ad una crescente pressione interna, proprio come accadrebbe ad un uovo
in un forno a microonde. In seguito a ciò, come detto, le spighe si piegano sul
nodulo deformato, continuando a crescere in orizzontale. L'americana
Nancy
Talbott
del
BLT Research
(www.bltresearch.com), ha confermato questo dato affermando che
<< non c'è modo
che un'azione umana possa produrre queste cavità di espulsione, se non una
trasformazione repentina nella struttura della spiga, ottenibile in laboratorio
solo all'interno di un forno a microonde. >> Inoltre, l'acqua all'interno
della formazione risulta completamente evaporata, a dispetto del fatto che, in
alcuni casi, la sera precedente l'apparizione del disegno, avesse piovuto.
A simili conclusioni era già pervenuto il biofisico americano dr.
W.C. Levengood
nel corso di questo decennio che, oltre a riportare per primo la presenza di
cambiamenti nella struttura genetica dei chicchi di grano interessati dal
fenomeno, ha analizzato anche l'anomala presenza di ferro meteorico allo stato
semifuso ritrovato in diversi Crop Circle. Ciò implica, secondo Levngood, la
presenza di un vortice di plasma ionizzato.
Il fisico olandese
Eltjo Haselhoff, che ha lavorato per i
National Laboratories
di Los Alamos e che oggi lavora sui sistemi laser della
Philips, ha riscontrato
nelle sue analisi (Inghilterra e Olanda) un aumento della magnetite fino a
seicento
volte la concentrazione normale. Inoltre, le piante nei cerchi paiono possedere
più vitalità rispetto a quelle esterne, resistendo oltre due settimane in più
senza ricevere acqua. Non è tutto: Haselhoff ha rilevato nelle formazioni autentiche
una polverina bianca che al microscopio elettronico è risultata essere composta
da piccolissimi granuli sferici e cristallini. Potrebbe mai l'uomo essere in
grado di imitare tutto ciò?